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domenica 22 marzo 2015

GNOCCHI !


Gnocchi di giovedì? Ho cercato una spiegazione convincente ma non ho trovato niente. Pertanto continuerò a prepararli quando posso perchè lo gnocco, si sa, porta via tempo.

Mi piace lessare le patate con la buccia, lasciarle raffreddare quanto basta per non ustionarmi e spellarle una a una anche se con lo schiaccia patate ho scoperto che si può lasciare la buccia, si raccoglie tutta sul fondo dell'attrezzo e si rimuove di tanto in tanto senza problemi. 
Da bambina mi piaceva talmente spellare le patate lessate con la buccia (qui da noi si chiamano "patate in balla") che dicevo che da grande avrei voluto farlo di mestiere, la spellatrice. 
Forse avrei avuto una brillante carriera, ma tant'è, ho fatto l'architetto. 
 
Mi piaceva tantissimo anche la fase della rigatura, con la forchetta e mangiarne qualcuno crudo rubandolo sotto gli occhi della nonna che mi strillava "ti viene mal di pancia!". Adesso che nessun mi strilla non c'è lo stesso gusto ma almeno uno me lo mangio sempre...

Parliamo di condimenti. Per me i gnocchi (scusate ma "gli gnocchi" proprio non mi viene...) sono al pesto. Ma non disdegno quelli alla Sorrentina, possibilmente a Sorrento o giù di lì. 
Ho una recente nuova passione, il Castelmagno. Lo   a d o r o   come formaggio accompagnato da qualche noce, miele, qualche acino d'uva dolce o una composta di mele. Ho provato ad improvvisare e devo dire che è davvero un piatto semplice e speciale, passa dritto dritto tra i miei cavalli!




GNOCCHI DI PATATE AL CASTELMAGNO

Ingredienti (per 4 persone): 
  • 1 kg di patate gialle
  • 300 g di farina 00
  • 150 g di Castelmagno di media stagionatura
  • mezzo bicchiere di latte
  • qualche gheriglio di noci
  • pepe
Cuocere bene le patate con la buccia in acqua salata. Schiacciarle con lo schiacciapatate, lasciarle raffreddare bene ed impastarle con la farina. Formare i gnocchi come sapete sicuramente fare.
Grattuggiare il castelmagno, a seconda della stagionatura è quasi impossibile utilizzare la grattugia, si sbriciola, meglio con le mani o con una rapida passata al mixer. Scaldare il latte in una larga padella e fondere 100 g di formaggio a fuoco lento, spegnere appena ammorbidito, non deve cuocere.
Cuocere i gnocchi in acqua salata, appena vengono a galla scolare con l'apposita schiumarola e condire con la fonduta. Impiattare e ricoprire con l'abbondante Castelmagno restante, una macinata di pepe e le noci.

martedì 6 gennaio 2015

DI RUSSIAN TEA CAKES e un pò di noi



Il nostro nocino è finito, l'ultimo l'abbiamo preparato a luglio 2012, una preziosa ricetta di famiglia che vi regalerò quest'estate. Nel 2013 il piccolo noce è stato frastornato dal clima anomalo e non ha dato frutti, nel 2014 eravamo noi un pò frastornati e le poche preziose noci sono state lasciate sull'albero a maturare e sono state raccolte distrattamente a fine settembre.
Sembra una coincidenza ma proprio a luglio 2012 sulle nostre pagine si parlava di cambiamenti... ebbene l'abbiamo fatto quel passo, la casa abbandonata dai nostri vicini è diventata nostra, con il suo giardino. 
Un anno di fatica, di chi ce l'ha fatto fare, di polvere che secca le mani, di terra e semi, di bianco e colori, di legno e cera. Un anno lungo e difficile anche solo a raccontarlo ma che oggi ci regala finalmente la dolcezza di un inizio, guardiamo gli spazi trasformati ed è come ritrovare le noci e capire che solo rinunciando al nocino quest'estate oggi possiamo preparare dei biscotti. 





RUSSIAN TEA CAKES

Ingredienti: 
  • 225 g di burro
  • 275 g di farina 00
  • 50 g di zucchero a velo
  • 50 g di gherigli di noci
  • 1 pizzico di vanillina
  • 1 pizzico di sale
  • zucchero a velo per decorazione

Lavorare a crema il burro con lo zucchero, aggiungere sale e vanillina. Tritare finemente le noci con un cucchiaio di farina. Amalagamare il tutto rapidamente per non scaldare troppo il composto. Lasciare in frigorifero a riposo per 2 ore. Formare 45 palline circa (15 g ciascuna), posizionare sulla teglia rivestita con carta da forno e riporre in frigo per ancora mezz'ora circa. Infornare a forno statico già caldo a 170° per circa 18 minuti. Le palline si trasformeranno in cupolette che non devono dorare ma solo asciugarsi esternamente. Lasciare raffreddare nella teglia fuori dal forno per circa 5 minuti, passare delicatamente nello zucchero a velo e lasciare raffreddare completamente su una griglia. Una volta freddi passare ancora in abbondante zucchero a velo e riporre in scatole di latta.

Le cupolette appena sfornate sono fragilissime, dovete maneggiarle con molta delicatezza per non romperle. Una volta fredde sono ottime e si sciolgono in bocca, personalmente le preferisco dopo un giorno o due, la consistenza migliora e il sapore delle noci affiora.
Si tratta di dolcetti da thè ma se li offrirete daranno soddisfazione ad ogni ora del giorno e della notte. La prossima volta proverò a prepararli più piccoli, palline grandi come ciliege dato che uno tira l'altro...
   


Buon appetito!

domenica 1 dicembre 2013

CECILIA'S BIRTHDAY CAKE

Dall'onomastico al compleanno è stato un turbinio di festeggiamenti (con conseguente ingolfamento del mio normale tran tran)! Grazie a chi ci ha fatto gli auguri anche senza un post dedicato, fa piacere sentire le vostre voci anche fuori di qui! La piccoletta di casa ha compiuto un anno, luoghi comuni a bizzeffe ma è tutto vero: sembra incredibile, il tempo vola, 12 mesi - 12 facce, il dolore del parto si dimentica e non ce la ricordiamo proprio più com'era quando è nata... 

Ma arriviamo al punto: la torta di compleanno, che dilemma. Avrei voluto seguire i gusti attuali della festeggiata, avrei preparato un grosso plum cake, bagnato con succo di pera, farcito con yogurt al mirtillo, decorato con mela cotta e biscottini Plasmon. Sarebbe stata la sua massima goduria, ne sono certa, ma una vera schifezza per tutti gli altri. Allora ho fatto un altro pensiero: sarebbe bello che la SUA torta fosse sempre la stessa, una torta speciale da preparare insieme ogni anno. Come la peggiore delle mamme ho cercato in google TORTA DI COMPLEANNO, confesso. Niente di interessante. BIRTHDAY CAKE? No, no. CHOCOLATE BIRTHDAY CAKE? Ricerca per immagini. Eccola. Mowie Kay mi ha soccorso. Questa torta mi ha conquistato ben prima dell'assaggio con questa foto (sua). 





La ricetta è ripresa da una torta di Donna Hay (è anche molto simile ad una di Nonna Papera!) l'ho adattata al mio stampo e leggermente rivista cedendo alla mia passione per l'abbinata frutti rossi-cioccolato, la rivedrò ulteriormente l'anno prossimo con una gelatina di lamponi o ribes ma ci siamo, è la torta di compleanno della mia Ceci!

CECILIA'S BIRTHDAY CAKE

Ingredienti: 
  • 150 g di farina 00
  • 200 g di zucchero fine
  • 100 g di burro
  • 125 ml di latte
  • 40 g di cacao
  • 2 uova
  • 1 bustina di vanillina
  • 2 cucchiaini di lievito vanigliato
  • 100 g di cioccolato fondente
  • 100 g di cioccolato fondente nero
  • 200 g di mascarpone
  • 200 ml di panna da montare
  • 1 cucchiaio di zucchero a velo
  • marmellata di frutti di bosco 

Imburrare uno stampo diametro 20 (io avevo solo il 22 ma ci vuole il 20!), infarinare e porre in frigorifero, nel frattempo preriscaldare il forno a 180°. Montare il burro ammorbidito a temperatura ambiente con lo zucchero fine e la vanillina. Lavorare a lungo con le fruste elettriche fino ad ottenere una crema soffice ed omogenea. Aggiungere un uovo e lavorare bene prima di aggiungere il secondo, si rischia di far impazzire la crema. Mescolare farina, lievito e cacao ed aggiungere a poco a poco alla crema con un setaccio alternando con il latte quando l'impasto diventa troppo denso. Versare nello stampo freddo, livellare bene con una spatola ed infornare per circa 35-40 minuti. La torta cresce molto e deve essere ben cotta al centro, controllare con lo stecchino che deve fuoriuscire asciutto.
Fondere il cioccolato a bagnomaria con due cucchiai di mascarpone. Montare la panna e il mascarpone con lo zucchero a velo. Tagliare la torta in 3 parti, spalmare la base di marmellata e il secondo strato con la crema di panna e mascarpone. Versare il cioccolato fuso sulla torta e favorire la colata con una spatola.
La base conviene prepararla il giorno prima, quando è fredda si può conservare avvolta nell'alluminio. Farcire un paio d'ore prima della festa e porre in frigorifero fino al momento del taglio.
E' una torta morbidissima che non ha nessun bisogno di essere bagnata, il cioccolato fondente la rende profumata e corposa e i frutti di bosco (credo sarà meglio la gelatina di lamponi o di ribes ma ve lo saprò dire il prossimo anno!) regalano una punta di acidolino che non guasta. Panna e mascarpone, infine, insieme sono una bomba, è una crema che sa di latte e ha una struttura più soda della sola panna montata, regge tranquillamente fino al giorno dopo. 

L'organizzatrice del compleanno di quest'anno (... io ...) è arrivata lunga sulla tabella di marcia e la candelina è stata spenta con il cioccolato ancora morbido come potete vedere da questa immagine dell'immancabile "zampata" della festeggiata, ma la torta era molto più buona dopo qualche ora  di frigorifero.


 Happy birthday Ceci!

martedì 17 settembre 2013

IL LIQUORE DI MENTA... il mentino!?



Il liquore di menta entra tra i miei cavalli di battaglia al primo tentativo. La preparazione è semplicissima e non vedo modo migliore di conservare il profumo e il colore della menta che vi avrà fatto compagnia tutta l'estate nel suo vaso in pieno sole. Trovo sempre affascinante osservare l'osmosi... come per le ciliegie sotto grappa l'alcool assorbe tutto il sapore e il verde delle foglie di menta. 



 
  
IL LIQUORE DI MENTA

Ingredienti (per un litro di liquore): 
  • 30-40 foglie di menta piperita
  • 400 ml di alcool 90-95°
  • 400 ml di acqua
  • 400 g di zucchero

Scegliere le foglie di menta più piccole e sane. Lavarle ed asciugarle se necessario altrimenti spolverarle con un panno. Mettere le foglie in infusione nell'alcool in un barattolo di vetro chiuso per 10 giorni al buio agitando di tanto in tanto. Dopo 10 giorni le foglie avranno perso completamente il colore verde, filtrare attraverso una garza finissima per eliminare tutte le impurità. Preparare uno sciroppo facendo bollire a fuoco dolce per 3 minuti acqua e zucchero. Lasciare raffreddare completamente ed unire alcool e sciroppo. Conservare in frigorifero o nel congelatore.

Il liquore di menta è un ottimo digestivo a fine pasto da gustare freddissimo.




sabato 2 febbraio 2013

IL SEMIFREDDO AL CIOCCOLATO


Approfitto del riposino di metà mattina della nostra aspirante blogger per pubblicare anch'io qualcosa! Ebbene sì, avete visto bene... si parla finalmente di nuovo di cucina e di cavalli di battaglia! Sono stati mesi di sopravvivenza culinaria, per piccole chicche gustose ci siamo spesso affidati al buon cuore di amici e famigliari... 

Ricominciamo da una ricetta semplice che si può affrontare anche a puntate senza rischiare di bruciare tutto per colpa di "qualcuno" di piccolo e urlante che improvvisa richieste fuori orario... E' una ricetta della mia infanzia, un dolce che un'amica della mamma preparava ogni volta che ci invitava a cena. Abitavamo nello stesso stabile e c'era un congelatore a pozzetto in comune in cantina. Quando sapevo che si andava a cena da Patrizia sgattaiolavo in cantina per vedere se c'era il semifreddo al cioccolato avvolto nella sua carta alluminio. C'era sempre. 

Da allora sono passati tanti anni, il semifreddo è diventato per qualche Capodanno il mio dolce ideale da portare a casa di amici nella versione mattonella (stampo da plum cake) coperto all'ultimo momento di granelli di melograno. Solo recentemente ho sposato la versione monoporzione e devo dire che rende ancora di più, la versione grande una volta tagliata diventa brutta... Potete decorare con tutta la vostra fantasia, in questo caso sono meringhe alle nocciole sbriciolate ma abbiamo già testato decine di versioni: cioccolato fuso, granella di nocciole, croccante, coulis di lamponi, pistacchi... devo continuare o avete già l'acquolina? 


  
IL SEMIFREDDO AL CIOCCOLATO

Ingredienti: 
  • 150 g di cioccolato fondente 50% (70% se preferite)
  • 150 g di zucchero
  • 4 uova
  • 400 ml di panna fresca
  • un pizzico di sale
  • decorazione a piacere

Sciogliere il cioccolato a bagnomaria. Montare a lungo i tuorli con lo zucchero e aggiungere il cioccolato una volta tiepido. Montare a parte e separatamente gli albumi con un pizzico di sale e la panna fresca. Aggiungere a mano mescolando delicatamente dal basso verso l'alto alternando un cucchiaio alla volta di panna e albumi montati. Foderare di carta alluminio lo stampo o gli stampini. Versare il composto, coprire con carta alluminio e riporre nel congelatore per almeno 12 ore.  Lasciare a temperatura ambiente qualche minuto prima di sformare e servire. 

L'unica accortezza nella preparazione di questo dolce è la delicatezza nel mescolare le parti montate, il composto deve rimanere molto soffice e non smontare.
E' un dolce che piace a tutti, preparare tante decorazioni in modo che ognuno possa personalizzare la sua monoporzione può essere un'idea per rendere il momento del dolce ancora più goloso... 
   


Buon appetito!

lunedì 11 giugno 2012

RICETTA PER L'ESTATE


 
Non mi piace parlare del tempo, lo trovo un argomento banale e soprattutto inutile. Ma giuro che quest'anno bramo l'estate, odio il vento, l'umidità, le coperte... come non mai. Sarà forse perchè è l'undici di giugno e non siamo ancora andati un giorno al mareeeeee?????
Allora oggi mentre mi chiudevo il maglioncino sul collo mi è venuta un'idea: proviamo a fare finta che è estate, togliamoci le calze, mettiamoci i sandali, compriamo la crema solare e prepariamo lo sciroppo di sambuco. Vediamo se il sole ci viene dietro e partecipa... intanto stasera durante la raccolta dei fiori si è fatto vedere...



LO SCIROPPO DI FIORI DI SAMBUCO
 
Ingredienti: 
  • 12 grappoli di fiori di sambuco
  • 2 limoni
  • 1 litro d'acqua
  • 1 kg di zucchero
  • 1 bicchiere di aceto di mele

Raccogliere i fiori quando sono belli aperti e profumati, preferibilmente al tramonto. Non vanno lavati quidi scegliere un luogo di raccolta "pulito" lontano dalle strade. Sistemarli in un contenitore di vetro o di ceramica alternandoli con i limoni a fette. Coprire il tutto con acqua bollente e lasciare in infusione tutta la notte. La mattina dopo filtrare il liquido, aggiungere lo zucchero e portare ad ebollizione per una decina di minuti fino ad ottenere uno sciroppo. Aggiungere l'aceto, lasciare evaporare ancora un paio di minuti ed infine imbottigliare ancora caldo. Tappare e riporre in un luogo fresco, si conserva per tutta l'estate.

Il sapore dello sciroppo è particolare, i fiori sprigionano un profumo fortissimo, non a tutti piace, resta molto dolce. A noi piace aggiunto alla limonata "hard" al posto dello zucchero, ai più golosi piace addirittura al naturale.

 

Sole... è chiaro ?!?

giovedì 31 maggio 2012

RICETTA ANTI-CRISI


Si avvicina il weekend, per voi una ricetta anti-crisi:
♪♫♪♫♪♫ (con colonna sonora)

Sabato: lavorare, non solo non spenderete ma guadagnerete qualcosa. Lavorare il sabato è bello, possiamo farlo senza telefonate moleste, senza fretta, facendo tante pause, piccole passeggiate, spuntini, due chiacchiere. 

Domenica: sveglia presto, una doccia, un cavallo di battaglia, un mazzo di fiori di campo e poi a pranzo con amici anti-crisi, amici che amano cucinare e stare in compagnia. Lo strudel di mele il nostro contributo ad un pranzo buonissimo preparato da un vero cuoco.
Lo strudel di mele è un cavallo di battaglia double-face: può essere slow oppure fast, sia come preparazione che come degustazione. 
La prima versione è quella integralmente home-made, pasta a sfoglia fatta in casa, 4-5 strati al massimo, ricetta infallibile di Paoletta, versione usata in questo caso grazie al mitico congelatore che permette di prepararne un po’ di più quando il tempo non manca… cioè una volta a trimestre, esagerando. 
La seconda versione invece è a prova di moderna wonder woman, Mr.Buitoni ci permette di sfornare un magnifico strudel in meno di un’ora. E il risultato è comunque ottimo, se riuscite a perdonare per una volta i grassi idrogenati…

Per la confezione regalo anti-crisi potete usare un contenitore in cartoncino, quello dei miei grissini calzava a pennello, dello spago da arrosti e un papavero volontario, deve sentirsi un po’ un eletto a sacrificarsi per la confezione… 

  
LO STRUDEL DI MELE
 
Ingredienti: 
  • 1 rotolo di pasta sfoglia (home-made o Buitoni-made)
  • 1 Kg di mele renette
  • 5 cucchiai di zucchero di canna + 1 per decorare
  • il succo di mezzo limone
  • una noce di burro
  • 50 g di pinoli
  • 100 g di uvetta
  • cannella in polvere
  • 2 cucchiai di pangrattato
  • 1 uovo oppure latte per spennellare

Sbucciare le mele e tagliarle a tocchetti non troppo piccoli. Aggiungere subito il succo di limone e lo zucchero per non farle annerire. Sciogliere in padella la noce di burro, aggiungere le mele, i pinoli, l’uvetta e la cannella, a piacere. Mescolare sul fuoco per pochi minuti, il tempo di insaporire il tutto. Lasciare raffreddare bene, se possibile preparate il ripieno il giorno prima e conservare in frigorifero fino al momento dell'uso.
Stendere la pasta, cospargerla con il pangrattato e poi con il ripieno, ripiegare i lati verso il centro e arrotolare sigillando bene i bordi. Spennellare con un uovo oppure con un goccio di latte, cospargere di zucchero di canna ed infornare in forno caldo a 180-190° per mezz’ora circa, se conoscete il vostro forno comportatevi come se fosse una crostata. Lasciatelo riposare in forno spento per 10 minuti e lasciatelo raffreddare prima di spostarlo sul piatto di portata per non rischiare di rompere il guscio di sfoglia.

Piccoli trucchi: se non trovate le renette potete sostituirle con altre mele regolandovi con zucchero e succo di limone per bilanciare la dolcezza del ripieno. Se non avete il pangrattato vanno benissimo grissini, crackers, fette biscottate, biscotti secchi, aiutano solo ad assorbire i liquidi in eccesso.

Il ripieno così preparato risulta abbondante per uno strudel di dimensioni medie, quello che potete preparare con Mr, Buitoni per intenderci. Io lo preparo comunque in dose intera, se avanza finisce dritto dritto tra due strati di pasta frolla, con l’aggiunta di un po’ di succo di limone per compensare la dolcezza della pasta. Per una perfetta piccola torta di Nonna Papera l'ideale è lo stampo da 20cm.
  


Per quanto riguarda la degustazione potete procedere anche qui in modalità slow oppure fast: servirlo liscio, accompagnato da panna montata oppure, come abbiamo fatto noi seguaci dello slow food, l'amico cuoco ha accompagnato il nostro studel con un ottimo gelato alla vaniglia e mascarpone.

 . . . se lo supplichiamo pubblicamente forse ci regala la ricetta . . . impegniamoci !







martedì 27 marzo 2012

LA COLATURA DI ALICI . . .


... ovvero come trasformare un martedì di fine marzo in una vacanza a pieno titolo ! 
Voi come fate quando l'orologio interno non va daccordo con quello al polso, quando arriva il lunedì e per tutto il giorno la vostra vocina dice "non ce la posso fare a finire questa settimana..." ? 
Noi di solito serriamo i denti e cerchiamo di entrare in apnea, a volte invece ci ricordiamo di quante volte si rallenta perchè si sta male e decidiamo di rallentare per stare bene.

Una primavera tiepida, un sole morbido, un pacco di linguine buone e una bottiglietta di colatura di alici di Cetara possono aiutare, ricetta rapida come poche altre, profumi inebrianti, aria di mare e di vacanza assicurati ! 



  

LE LINGUINE CON COLATURA DI ALICI DI CETARA
 
Ingredienti (per 2 persone): 
  • 250 g di linguine di Gragnano
  • 4 cucchiai di olio evo
  • 2 cucchiai di colatura di alici Delfino
  • un ciuffetto di prezzemolo
  • uno spicchio d'aglio
  • succo di limone (facoltativo)

Tritare il prezzemolo con l'aglio, aggiungere a crudo l'olio e la colatura di alici. Nel frattempo lessare la pasta senza aggiungere sale. Amalgamare il tutto e servire.
Il succo di limone smorza un pochino il forte sapore di mare, a vostro gusto...

 
" Le alici sono quelle pescate tra marzo e luglio. Scapezzate a mano, per cinque mesi, se ne stanno testa a coda nel tradizionale terzigno ad aspettare che il sale ed il tompagno che le pressa le maturi. Il risultato della paziente attesa è la colatura, liquido ambrato che ruba alle alici il gusto sapido e maturo. Da tanti anni l'azienda Delfino la fa allo stesso modo, come solo a Cetara la sanno fare. Di suo ci mette sale, conoscenza ed emozioni.
Il resto lo fa il mare e quello che manca lo aggiunge il sole ".


domenica 11 marzo 2012

LA CROSTATA

 
Siamo anime semplici, un po' di sole e scappiamo fuori, annusiamo l'aria che finalmente sa di sole, di viole, di terra. Mani sporche oggi, giardinaggio duro, la primavera si impone! Mancava solo una cosa sotto il sole di marzo: una crostata. Foto di repertorio, crostata della memoria per cercare di rimediare... stasera!


LA CROSTATA
 
Ingredienti: 
  • 200 g di farina 00
  • 100 g di burro
  • 100 g di zucchero
  • 2 tuorli
  • un pizzico di sale
  • un vasetto di marmellata di frutti di bosco

Tagliare il burro freddo a pezzetti ed amalgamare alla farina sbriciolandolo tra le dita fino ad ottenere una polvere tipo pangrattato. Fare la fontana ed aggiungere le uova, lo zucchero, il sale e la scorza di limone. Mescolare con la punta delle dita ed aggiungere lo sfarinato di burro con l'aiuto di una spatola, senza impastare, solo schiacciando gli ingredienti. Lavorare il minimo indispensabile, raccogliere a palla e lasciare riposare in frigorifero almeno mezz'ora. Preriscaldare il forno a 190° circa. Tagliare un quarto dell'impasto e mettere da parte per la decorazione. Impastare leggermente per ammorbidire l'impasto, stendere dello spessore di 5mm, infarinare sotto e stendere nella teglia (diam. 20). Punzecchiare con una forchetta e ricoprire con la marmellata. Stendere la parte rimanente di impasto, ritagliare delle strisce e decorare. Infornare per 40 minuti circa.

Il metodo del burro sfarinato è delle Sorelle Simili, potete trovarlo nel prezioso libro "Pane e roba dolce". Per noi la crostata con la marmellata è così, frolla croccante e profumata di burro...


 

martedì 21 febbraio 2012

LE PATATE AL DIAVOLO

 

Dalla copertina del libro più inaspettatamente fondamentale della mia biblioteca culinaria Cucina bruta. Il meglio della semplicità - Guido Tommasi Editore:

"124 ricette per riprendere confidenza con questi cibi antichi, potenti, selvaggi e magici che nella nostra memoria formano l'alfabeto primordiale del gusto".
 
 
Questo libro mi ha letteralmente conquistata, l'ho custodito per mesi solo per il piacere di sfogliarlo, solo l'indice prometteva meraviglie: 

"l'impero del sale, dolce brace, le nobili muffe, magica marinata, il reame di tartaria, in riva all'amaro, acid trip..."

Ricette di poche righe e pochi ingredienti precedute da un' esaltazione dei sapori base, uno alla volta: il salato, l'affumicato, il crudo, l'amaro, l'acido.  Ho un timore reverenziale verso certi libri, penso che per affrontarli mi serva la giusta preparazione, ingredienti eccellenti, tempo, la giusta occasione. 
Invece no, per la cucina bruta basta davvero poco e il risultato è sorprendente.

Ad Albisola (SV), proprio vicino a noi, c'era la PIRAL, oggi trasferita a Vado Ligure, una piccola fabbrica di ceramiche che esporta in tutto il mondo pochi eccellenti prodotti da fuoco, pentole e tegami in terracotta smaltati. Da tempo cercavo un tegamino o una pentola rossa, raramente se ne trovano. Quando l'ho vista non sapevo cosa fosse una "patatiera" mi sembrava solo una piccola pentola con un lungo manico e una bella forma...
... comprata! Leggo sulla confezione: "la patatiera è ideale per la cottura di patate e castagne senza bisogno di essere sbucciate e senza l'ausilio dell'acqua mantenendo il migliore sapore come nella cottura alla brace"...
... mi si accende la lampadina: e se fosse la stessa magica pentola di cui si parla nel libro, "le Diable" della Charente! Luoghi lontani, stessa tradizione: una pentola, qualche patata e un profumo di cenere che avvolge la casa...
 
 
LE PATATE AL DIAVOLO 
Ingredienti: 
  • 10 patate circa di media dimensione

Lavare le patate, forarle con una forchetta, metterle nella patatiera, coprire e cuocere a fuoco medio per circa 40 minuti girandole a metà cottura.
Nella regione della Charente aggiungono una manciata di sale grosso, una cipolla ramata, un rametto di rosmarino e tre foglie di alloro. Forse a poco a poco proveremo ad aggiungere questi sapori anche se la semplicità della patata rugosa fuori e morbida dentro che profuma di cenere... da assuefazione...

  
 Aspettiamo ottobre per provare le castagne !

mercoledì 1 febbraio 2012

I GRISSINI delle sorelle Simili

E' evidente che con queste temperature polari ogni scusa è buona per accendere il forno, no? Purtroppo il tempo da queste parti scarseggia e la sera di fare il pane non se ne parla, ho capito che "merita" lunghe lievitazioni. Oggi ho avuto la folgorazione sulla via di casa: i grissini delle sorelle Simili, la conoscete? Fa parte del libro "Pane e roba dolce". Davvero semplice, rapida e di grande soddisfazione!


I GRISSINI delle sorelle Simili
 
Ingredienti: 
  • 500 g di farina 00
  • 250/280 ml di acqua (io 280)
  • 15 g di lievito di birra (io una bustina di lievito disidratato)
  • 8 g di sale (io 10)
  • 50 g di olio di oliva
  • 1 cucchiaino raso di malto d'orzo (o di miele)
  • farina di semola di grano duro (io farina di mais)

Formare la fontana, amalgamare al centro tutti gli ingredienti e impastare battendo per 8-10 minuti. L’impasto deve risultare non troppo morbido. Fare un filone e stenderlo in un rettangolo circa 30×10 mantenendo la forma il più regolare possibile, appoggiarlo su uno strato di semola di grano duro, pennellare abbondantemente con olio d’oliva la superficie ed anche i lati e cospargere tutto con altra semola. Coprire a campana e far lievitare 50-60 minuti. Con un coltello a lama alta tagliare dal lato corto dei bastoncini larghi circa un dito, senza smuovere troppo la pasta afferrarli al centro con le dita e assottigliarli tirandoli delicatamente e spostando contemporaneamente le dita verso l’esterno man mano che la pasta si assottiglia. Disporli sulla teglia un poco distanziati e regolarli con le dita per uniformare lo spessore dei grissini. Se il grissino è troppo lungo per la teglia tagliatelo e mettetelo sulla teglia cosi com’è poichè non è possibile reimpastarlo. Mettere subito in forno caldo a 200° per 18-20 minuti.

Le mie modifiche le ho scritte in corsivo... mancanza di ingredienti in casa, fidatevi delle Sorelle, sicuramente vengono ancora meglio! Ho eseguito la preparazione esattamente come descritta sopra e ho impostato il forno statico. Solo verso fine cottura ho ventilato un paio di minuti per dorare la superficie. Non è affatto difficile "stirare" l'impasto basta capire quanto deve essere grande il pezzo per farlo entrare nella teglia.

Se restano in forno spento durante il raffredamento si asciugano bene e si mantengono croccanti e friabili più a lungo. In Piemonte si usa conservare i grissini sui termosifoni avvolti nella carta per conservarne la fragranza.
Aggiornamento: divertenti le varianti provate qui!




domenica 22 gennaio 2012

TRECCIA TERAPIA



E pensare che sono sempre stata terrorizzata dal pane e dai lievitati in genere. Quel gonfiare dell'impasto, quella massa bagnata che diventava soffice, quella crosta croccante, quel profumo... mi sembrava impossibile riuscire a realizzarli da sola. Ora non farei altro che impastare e cuocere pane. E non sono certo un'esperta, non conosco ancora le tecniche, non utilizzo pasta madre, compro le farine un pò per tentativi... ma mi diverto tanto, tutti dovreste provare, è una grande iniezione di fiducia!


LA TRECCIA AL SESAMO
 
Ingredienti: 
  • 500 g di farina O
  • 140 ml di acqua tiepida
  • 140 ml di latte  
  • 12 g di sale
  • 2 cucchiai di olio evo
  • 1 manciata di semi di sesamo
  • 1 bustina di lievito di birra disidratato

Impastare la farina con il lievito, l'olio, l'acqua tiepida e il latte ed infine il sale fino ad ottenere un impasto morbido, elastico e liscio. Incorporare i semi di sesamo. Coprire e lasciare lievitare due ore in un ambiente caldo (25-30°C). Dividere l'impasto in tre parti e formare la treccia. Lasciare lievitare ancora un'ora, spennellare con latte o acqua, cospargere con semi di sesamo e infornare. Cuocere a 250° per 5 minuti e mezz'ora a 200° o secondo la temperatura adatta nel vostro forno. 




mercoledì 11 gennaio 2012

IL DOLCE DI MARIELLA


...la domanda sorge spontanea: chi è Mariella? L'eroina di una bambina, io bambina. La mamma della mia amica Alice sfornava torte e preparava dolci che ancora oggi posso SENTIRE chiudendo gli occhi... 
A Natale preparava un dolce e ce lo regalava, io snobbavo l'intero pranzo di Natale e aspettavo solo il momento di mangiarlo! 
Dunque, si tratta di una "banale" mattonella o salame di cioccolato che dir si voglia, tutti lo preparano (e non solo a Natale). Ma questo è... di più. Vi confesso che non sono obiettiva, sinceramente non so quanto conti l'effetto madeleine (Proustiana memoria...), o l'idea che si mangi solo una volta l'anno... mi piacerebbe avere il vostro parere.

 

  
IL DOLCE DI MARIELLA
 
Ingredienti: 
  • 400 g di zucchero a velo 
  • 6 tuorli 
  • 75 g di cacao, metà dolce e metà amaro
  • 250 di burro
  • 300 g di nocciole tostate
  • 250 g di biscotti secchi (tipo Oro Saiwa)
  • un goccio di liquore, wiskey o brandy
  • zucchero a velo, ciliegie candite o altre decorazioni

Lasciare il burro a temperatura ambiente per un'ora circa, deve essere morbido, a pomata. Montare a lungo i tuorli con lo zucchero. Aggiungere il cacao, il burro e il liquore. Schiacciare le nocciole e i biscotti con un pestello o con una bottiglia, non devono essere troppo sbriciolati ed uniformi (niente mixer!). Amalgamare il tutto. Rivestire uno o più stampi con carta oleata o alluminio, versare il composto e livellare schiacciandolo bene con le mani. Lasciare indurire in frigo almeno 12 ore. Sformare, eliminare la carta e decorare a piacere.

Per la decorazione e la forma potete sbizzarrirvi, per me questo dolce è a cupola, tutto bianco e pieno pieno di ciliegine, pezzi di cedro o altri canditi. Con tanti zuccherini colorati potete approfittarne per carnevale, a forma di salame potete mangiarvelo in una scampagnata. Io finora non l'ho mai fatto fuori periodo natalizio ma non si sa mai... quest'anno ho deciso, tra le altre cose, di essere meno "integralista"...infondo non è prettamente un dolce di tradizione, solo uno dei miei dolci preferiti...!
 

mercoledì 4 gennaio 2012

ANCORA PANEttone?


 

E c c o c i   q u i,  b u o n   a n n o! 

Siamo tornati da un lungo ed estenuante tour eno-gastronomico, tra parenti e amici abbiamo quasi esclusivamente cucinato e mangiato, tra una chiacchiera e una coccola. 
Come ogni anno i primi giorni dell'anno scatta una repulsione totale verso tutto ciò che è cucinato, condito, saporito... finocchi, mele e formaggi freschi appaiono come la più grande golosità! Oggi ci siamo ritrovati così, e ci siamo preparati un bel pane(ttone), nero e profumato.
 
Da quando ho scoperto questa miscela di farine di Molino Spadoni non posso più farne a meno, ho provato altre volte a mescolare vari tipi di farine ma in questa trovo un equilibrio perfetto. Una buona lievitazione e una perfetta cottura fanno il resto, il pane cresce molto e risulta molto digeribile, davvero ottimo con formaggi e salumi o con il salmone affumicato.




IL PANE NERO
 
Ingredienti: 
  • 450 g di miscela di farine per pane nero
  • 250 ml di acqua tiepida 
  • 6 g di sale
  • 2 cucchiai di olio evo
  • 1 bustina di lievito di birra disidratato

Impastare la farina con il lievito, l'olio, l'acqua tiepida ed infine il sale fino ad ottenere un impasto morbido, elastico e liscio. Coprire e lasciare riposare un quarto d'ora in un ambiente caldo (25-30°C). Ungere bene, mettere in forma in uno stampo da panettone o da plum cake e lasciare lievitare circa tre ore. Cuocere a 300° per 5 minuti e mezz'ora a 200° o secondo la temperatura adatta nel vostro forno. 
Sulla confezione si legge che il sale è già presente nella miscela ma secondo me è un pò poco, dipende dai vostri gusti. Mi piace inoltre arricchire la miscela con altri semi a seconda delle volte, una manciata di semi di girasole o di sesamo lo rendono più rustico e profumato.

giovedì 3 novembre 2011

I PEPERONCINI SOTTACETO (ovvero un post sottovetro)


 
Sapete perchè adoro conservare sottovetro frutta, verdura, sciroppi? Perchè ADORO aprire la credenza mesi dopo e ritrovare, come se fosse un tesoro, il mio barattolino pieno. Allora, con una gioia bambina e un pò di scetticismo (ho sempre il terrore di avvelenare qualcuno...), annuso, assaggio e ricordo. 

Ecco, il ricordo mi piace. Per questo conservo. 

Oggi ho aperto la credenza per caso alla ricerca di un barattolino vuoto dove riporre qualche pinolo ed eccoli là: due vasetti rossi rossi... e mi sono ricordata di un post finito (anche lui) sottovetro!

  




Sembra ieri ma era agosto, faceva un gran caldo, un caldo da abitino blu senza maniche, il massimo per una freddolosa come me. 
Nell'orto tra i primi fichi a facevano da padroni le nostre grandi piante di peperoncini. Il fratello di Mauro (peperoncino-dipendente, iscritto all'Accademia italiana del peperoncino) ci aveva regalato in primavera quattro piantine apparentemente uguali, piccole piccole, promettendo meraviglie in estate. Le meraviglie erano arrivate! Chupetinos Habaneros bianchi, rossi e cioccolato addobbavano come palline quattro alberelli maestosi. I piccoli chupetinos erano pronti per finire nella mia dispensa, secchi e sottaceto. 

Prima però ci abbiamo giocato un pò...

 

 
 
Ma ecco la (non)ricetta:
I PEPERONCINI SOTTACETO

Ingredienti:
  • peperoncini - quanti bastano per i barattoli che intendete riempire
  • aceto bianco di vino - a riempire i barattoli

Sterilizzare i barattoli con acqua calda o con vapore. Selezionare i migliori peperoncini ovvero i più sodi e sani, belli rossi. Pulire con un panno di lino che non lasci pelucchi, se possibile evitare di lavarli. Inserire delicatamente i peperoncini nel barattolo di vetro.  Riempire il barattolo di aceto. Riporre in un luogo fresco e buio e lasciare riposare circa 2 mesi.
Ho provato due varianti di questa ricetta: aceto freddo e aceto bollente. Vi farò sapere al più presto qual'è la migliore.



Il tempo fugge, mi scappa letteralmente sotto i piedi. Ma questi due barattolini in qualche modo mi hanno insegnato una cosa: conservare, fotografare e condividere aiuta a rallentare. 
Bisogna rallentare, devo  r a l l e n t a r e !
Altrimenti mi troverò verso aprile a mostrarvi (sottovetro) un momento magico come questo... 


B u o n   A u t u n n o